Per molte famiglie e piccole imprese, settembre è il vero inizio dell’anno: si torna a scuola, al lavoro e alle normali routine dopo la pausa estiva. Tra calendari da riorganizzare, attività che ricominciano e caselle email che tornano a riempirsi, è anche un buon momento per fare un piccolo “tagliando” della propria vita digitale.
Famiglie e piccole attività, infatti, hanno più cose in comune di quanto sembri, quando parliamo di sicurezza informatica. Password condivise, vecchi dispositivi ancora collegati agli account, aggiornamenti rimandati e backup che non funzionano possono creare problemi tanto a casa quanto in un negozio, uno studio professionale o una microimpresa.
La buona notizia è che non serve rivoluzionare tutto né diventare esperti di sicurezza informatica. Bastano pochi controlli mirati per ridurre i rischi e ripartire con account, dispositivi e dati un po’ più protetti.
In questo articolo vedremo una breve checklist di sicurezza da completare a settembre, per ripartire con il piede giusto e ridurre qualche rischio digitale di troppo.
1. Controlla le password e gli account condivisi
La prima cosa da fare è verificare che le password siano ancora sicure, non siano state compromesse e non vengano condivise con persone che non dovrebbero averle.
Cosa fare:
- Individua le password troppo semplici o riutilizzate
- Usa password diverse per gli account importanti
- Usa un password manager
- Attiva l’autenticazione a due fattori
- Controlla chi conosce le password degli account condivisi
A casa: controlla soprattutto i siti di streaming, le piattaforme e le app di shopping online, le caselle email, i servizi scolastici e gli account cloud.
Al lavoro: dai la priorità a email, profili social, strumenti cloud, software gestionali e account usati da più dipendenti o collaboratori.
Suggerimento: sia a casa che al lavoro, l’ideale è usare un account separato per ogni familiare o utente anziché condividere lo stesso account e la stessa password, anche se richiede un po’ più di organizzazione.
2. Controlla chi ha ancora accesso agli account
Può sembrare ovvio, ma spesso ce ne dimentichiamo, per cui settembre è un buon momento per controllare rapidamente quali dispositivi e sessioni sono ancora collegati ai tuoi account, ad esempio a Google o ai servizi di streaming.
Cosa fare: rimuovi i dispositivi che non usi più e le persone che non devono più avere accesso, per fare una sorta di pulizia settembrina.
A casa: controlla i vecchi telefoni, i tablet dei tuoi figli, i dispositivi persi o sostituiti e gli accessi concessi a invitati, amici o altre persone con cui hai condiviso un account, magari durante le vacanze.
Al lavoro: concentrati sugli accessi di ex collaboratori, vecchi dipendenti, stagisti, fornitori o consulenti.
Suggerimento: nel gergo della cybersecurity questo si chiama “riduzione della superficie di attacco”. L’idea è ridurre il numero di punti che un criminale informatico potrebbe sfruttare per entrare nei tuoi account o dispositivi.
3. Aggiorna tutti i dispositivi
Anche questo è un mantra della sicurezza informatica. Dispositivi, software e sistemi operativi devono essere sempre aggiornati, soprattutto per correggere le vulnerabilità prima che possano essere sfruttate dagli attaccanti.
Fai particolare attenzione ai dispositivi connessi di cui ci si dimentica facilmente, come tablet, router e dispositivi IoT. Anche questi possono avere vulnerabilità e diventare un punto debole della rete.
A casa: aggiorna il router, il tablet dei bambini, vecchi PC e portatili, smart TV e dispositivi IoT connessi alla rete di casa.
Al lavoro: controlla e aggiorna i portatili secondari o personali usati anche al lavoro, gli smartphone aziendali e i computer usati solo occasionalmente.
Suggerimento: ricorda che molti attacchi sfruttano vulnerabilità già note per cui esiste una correzione. Quando è possibile, imposta gli aggiornamenti automatici.
4. Controlla che i backup funzionino davvero
Hai impostato i backup automatici? Benissimo, ma li controlli periodicamente? A settembre, approfitta del ritorno alla routine per controllare che i backup funzionino, siano attivi e aggiornati. Se un giorno dovessi subire un attacco ransomware, ringrazierai di averlo fatto!
Cosa fare: controlla la data a cui risale l’ultimo backup, verifica che includa i documenti più importanti e prova ad aprire o recuperare qualche file, per vedere se tutto funziona come dovuto.
A casa: controlla innanzitutto il backup dei documenti più importanti, come quelli finanziari e amministrativi, e poi quello di foto e file personali di ogni membro della famiglia.
Al lavoro: controlla i backup separati di fatture, contratti, documenti, dati dei clienti e file di lavoro.
Suggerimento: per i dati più importanti puoi seguire la regola del 3-2-1. Conserva 3 copie dei dati, su 2 supporti diversi, e tienine almeno una separata dalle altre, ad esempio su un supporto esterno non sempre collegato al dispositivo o su un servizio cloud configurato correttamente.
5. Separa meglio dispositivi e account personali da quelli del lavoro
Separare gli account e i dispositivi personali da quelli di lavoro riduce il rischio di esporre dati aziendali e limita le conseguenze di eventuali attacchi informatici.
In teoria è semplice, ma nella pratica non sempre lo è. Usare dispositivi e account separati può costare di più e richiedere un po’ più di organizzazione. Quando possibile, però, ti aiuta a evitare che un problema nato nella vita privata coinvolga anche dati e strumenti di lavoro, o viceversa.
Cosa fare:
- Evita di usare il computer aziendale come PC di famiglia, ad esempio per guardare un film la sera o per far navigare i ragazzi.
- Utilizza profili separati quando un dispositivo è condiviso.
- Non salvare documenti di lavoro negli account personali.
- Non condividere le credenziali aziendali se non è necessario.
Se sei freelance o hai una microimpresa, il confine tra casa e lavoro può essere molto sfumato, ma ti consigliamo comunque di separare il più possibile gli account, i profili e i dati sensibili.
Suggerimento: se devi usare lo stesso dispositivo per lavoro e vita privata, crea almeno due profili utente separati. In questo modo terrai più separati file, account e password salvate e ridurrai il rischio di condividere o cancellare per sbaglio dati di lavoro.
6. Fai pulizia di app, account e autorizzazioni
L’abbiamo lasciato per ultimo perché è probabilmente il punto più tedioso, ma è anche uno dei più importanti. Le app e gli account inutilizzati possono diventare nel tempo punti deboli di cui ci si dimentica facilmente e che possono essere sfruttati dai cybercriminali per accedere ai dispositivi.
Per questo, settembre è un buon momento per fare un po’ di pulizia digitale:
- Elimina software e app inutilizzate, soprattutto sui telefoni di casa o dell’azienda.
- Disattiva vecchi account o mettili in pausa.
- Rimuovi le estensioni del browser che non usi.
- Controlla le app collegate agli account Google, Apple, Microsoft o fornitori di servizi aziendali.
- Rivedi le autorizzazioni e gli accessi.
A casa: presta particolare attenzione alle app installate sui dispositivi dei bambini, ai vecchi servizi di streaming, agli account di shopping e alle app che hanno accesso a foto, contatti, posizione o microfono.
Al lavoro: controlla anche gli account creati per ex dipendenti o collaboratori, i servizi SaaS che non utilizzi più e le app di terze parti collegate agli strumenti aziendali.
Suggerimento: quando rimuovi un’app, controlla anche se esiste un account associato. Disinstallare l’app dal dispositivo non significa necessariamente cancellare il profilo né i dati che il servizio conserva.
Il controllo di settembre è utile ed efficace, ma per fare davvero un salto di livello puoi trasformare questa checklist in un’abitudine regolare. Non serve farlo ogni settimana né dedicarci ore e ore: basta ripetere questi controlli una volta ogni due o tre mesi.
Ripetere questi controlli periodicamente ti aiuta anche a mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza digitale durante tutto l’anno. Perché, oltre agli strumenti di protezione, sapere quali rischi esistono e come evitarli rimane una delle difese più efficaci.
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