Preadolescenti e sicurezza digitale: cosa sapere prima delle scuole medie

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Nel 2025, i membri del progetto europeo ASAP hanno presentato dei dati molto interessanti sul rapporto tra preadolescenti, scuola e media digitali. In particolare, si…

Marcello LegaAgo 19, 20268 min di lettura

Nel 2025, i membri del progetto europeo ASAP hanno presentato dei dati molto interessanti sul rapporto tra preadolescenti, scuola e media digitali. In particolare, si è scoperto che l’89% dei ragazzi ha già accesso a uno smartphone quando inizia le scuole medie, molti aprono account social senza la supervisione dei genitori e quasi uno su cinque ha avuto esperienze negative, delle quali spesso non parla a casa.

Lo studio ha messo in luce moltissimi aspetti interessanti della vita digitale dei ragazzi durante la preadolescenza, e ci fa capire una cosa importantissima: prima delle medie, i genitori non devono semplicemente decidere i limiti di tempo per social e telefono, ma sapere in quale ambiente digitale stanno per entrare i figli e come iniziare questo percorso insieme.

In questo articolo vedremo i risultati principali dello studio, per capire cosa fanno i ragazzi online, che problemi hanno e quanto ne sanno i genitori. Infine, vedremo le 3 cose più importanti da fare prima del passaggio alla scuola media.

Alle scuole medie lo smartphone è già la norma

Arrivare alle scuole medie senza l’accesso regolare a uno smartphone è ormai una situazione minoritaria. I risultati dello studio ASAP sono molto chiari al riguardo:

  • L’89% degli studenti delle medie possiede uno smartphone.
  • Il 42% l’ha ricevuto a 11 anni.
  • Il 26% a 10 anni.
  • Il 21% prima dei 10 anni.
  • Dell‘11% che non possiede uno smartphone, l’81% utilizza regolarmente quello di un familiare.

Questi dati evidenziano che lo smartphone arriva sempre prima nella vita dei ragazzi, il che non è necessariamente un problema. La difficoltà sta nel gestire questo accesso e i rischi collegati.

Da questo punto di vista, l’inizio delle scuole medie rappresenta non tanto il momento di comprare un telefono, ma il passaggio verso una maggiore autonomia digitale.

WhatsApp, YouTube, TikTok e Instagram: dove passano il tempo i preadolescenti

Vediamo quali sono le piattaforme più utilizzate dai preadolescenti:

  • WhatsApp: 89%
  • YouTube: 81%
  • Spotify: 61%
  • TikTok: 55%
  • Instagram: 54%
  • Facebook: 6%

L’utilizzo dei social è quindi già diffuso molto prima dell’età raccomandata o perfino consentita da molte piattaforme. Questo è un problema di legislazione e verifica dell’identità, che da tempo assilla famiglie ed educatori. I controlli sono poco efficaci e, più in generale, i ragazzi usano un internet pensato per gli adulti, a cui sono stati semplicemente aggiunti dei filtri.

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I genitori e i figli frequentano spazi online diversi

A proposito di ambienti digitali, i dati dello studio ASAP rivelano anche un altro fenomeno importante. La maggior parte dei genitori intervistati utilizza soprattutto Facebook (65%) e pochissimo TikTok (10%), mentre i ragazzi si muovono su piattaforme come quest’ultima, Instagram, Discord, Twitch e altre che sono frequentate pochissimo dagli adulti.

Questo significa che un genitore può sentirsi competente nell’uso di internet e contemporaneamente conoscere molto poco gli spazi digitali in cui passa il tempo suo figlio.

A che ore si connette? Cosa guarda? Chi può vedere il suo profilo e contattarlo per messaggio? Che contenuti può condividere? Vengono controllati da qualcuno? Queste sono solo alcune delle domande a cui molti genitori non sanno rispondere.

Molti ragazzi aprono gli account senza coinvolgere i genitori

Un altro dato molto interessante e verso cui puntare i riflettori della sicurezza informatica è questo. La maggior parte dei ragazzi ha aperto da sola gli account social, senza la supervisione dei genitori.

In particolare:

  • Il 44% crea autonomamente l’account di YouTube
  • Il 40% TikTok
  • Il 38% WhatsApp
  • Il 34% Instagram

Questo può essere un problema per due motivi principali: innanzitutto perché la creazione dell’account è il momento migliore per impostare controlli e limiti, ad esempio alla condivisione di foto e video o all’accesso a certi tipi di contenuti.

E poi perché per configurare un account in modo sicuro bisogna avere alcune nozioni di sicurezza informatica, ad esempio come creare password complesse e uniche, come attivare l’autenticazione a 2 fattori e come impostare metodi di recupero.

Non tutti i preadolescenti hanno già queste competenze, ed è meglio che ci sia un adulto con loro per controllare che tutto sia configurato in modo sicuro, riducendo l’esposizione di dati personali e il rischio di accessi non autorizzati.

Quasi un preadolescente su cinque ha avuto un’esperienza negativa online

Il 18% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di aver avuto almeno un’esperienza negativa online. Messaggi indesiderati, bullismo, contenuti offensivi o violenti e molestie online.

Tra questi, il 38% dice che queste esperienze sono capitate alcune volte e l’8% quasi ogni giorno.

Le esperienze negative non sono un’eventualità astratta e remota, ma fanno parte della quotidianità di internet. Questo aspetto va tenuto presente quando decidiamo come accompagnare i ragazzi online in vista dell’inizio delle medie, dove questi fenomeni tendono a intensificarsi.

Quando qualcosa va storto, solo un ragazzo su tre lo dice ai genitori

Vediamo subito i dati (che sono poco rassicuranti):

  • Il 40% dei preadolescenti si rivolge agli amici.
  • Il 33% ai genitori.
  • Il 17% non ne parla con nessuno.
  • Il 7% ne parla con gli insegnanti.

La sicurezza digitale non dipende soltanto dalla capacità del genitore di prevenire un problema. Dipende anche dalla probabilità che il ragazzo chieda aiuto quando quel problema si verifica.

La domanda scomoda da farsi oggi, come genitore di un ragazzo che sta per iniziare le scuole medie è questa: “Se domani mio figlio ricevesse un messaggio che lo mette a disagio, me lo racconterebbe?

Non sorprende quindi che sia i genitori che gli educatori oscillino continuamente tra fiducia e controllo, tra sicurezza e preoccupazione. Gli adulti conoscono poco il mondo online dei ragazzi, non sono il loro referente nel momento in cui si presenta un problema e mancano linee guida chiare su come agire e prevenire i problemi.

Tuo figlio sta per iniziare le medie? Tre cose da fare prima di settembre

I risultati dello studio ASAP mostrano una fotografia chiara e dettagliata dell’evoluzione digitale dei ragazzi quando si avvicinano alle scuole medie. Nel nostro blog abbiamo condiviso moltissimi consigli e articoli su come proteggere meglio i bambini online, ma questa volta vogliamo fare una cosa diversa.

Concentriamoci su 3 azioni concrete prima dell’inizio della scuola: configurare insieme gli account, scoprire come funzionano le piattaforme che usano e far capire che se succede qualcosa, possono parlarne con voi.

Configurate insieme i primi account

Bisogna agire con un buon anticipo rispetto all’inizio della scuola, visto che più di un terzo dei ragazzi crea gli account senza l’aiuto dei genitori:

  • Non aspettare che il ragazzo faccia tutto da solo.
  • Mostragli come creare una password sicura.
  • Controllate insieme privacy, visibilità e possibilità di essere contattati.
  • Insegnagli quali informazioni personali non deve condividere.

Scopri quali piattaforme usa davvero

Non è necessario usare TikTok con la stessa frequenza di tuo figlio. Bisogna però sapere quali servizi utilizza e comprenderne almeno il funzionamento di base.

Il divario generazionale è un fenomeno reale, ma può essere mitigato semplicemente con il dialogo e con un’attitudine di apertura e ascolto: cosa fai online? Con chi parli e di cosa parlate? Hai avuto qualche esperienza negativa? Cosa ti piace di questa piattaforma? Ci sono tante domande che possono aiutarti a esplorare gli interessi dei tuoi ragazzi e il rapporto che hanno con gli ambienti che frequentano online.

Fagli sapere che può chiederti aiuto senza paura di perdere il telefono

Questo è forse l’aspetto più importante dal punto di vista pratico. Molti ragazzi non parlano dei loro problemi online con i genitori perché temono di non essere capiti o di ricevere una punizione, tra cui quella più tremenda sarebbe perdere l’accesso allo smartphone.

Bisogna spiegare chiaramente che la sua sicurezza e il suo benessere vengono prima di qualsiasi altra cosa, che può parlare con te e raccontarti le esperienze che lo preoccupano.

L’ideale, inoltre, è concordare cosa fare in caso di messaggi sospetti, molestie, contenuti inquietanti, richieste di denaro, immagini intime o contatti indesiderati.

Le scuole medie iniziano anche online. Questa nuova tappa un po’ temuta e un po’ agognata da tanti ragazzi non significa necessariamente possedere finalmente uno smartphone, ma significa più autonomia, più relazioni digitali e meno supervisione diretta.

Non è realistico pensare di poter controllare tutto ciò che i ragazzi fanno online. L’obiettivo prima dell’inizio della scuola dovrebbe essere dare loro gli strumenti per riconoscere i problemi e, soprattutto, fare in modo che sappiano a chi rivolgersi quando qualcosa non va.

Perché la migliore protezione non è sapere sempre cosa sta facendo tuo figlio online, ma fare in modo che, quando avrà bisogno di aiuto, sappia di poter venire da te.

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Autore

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    Giornalista e traduttore con oltre 18 anni di esperienza in tecnologia e cybersecurity. Scrive contenuti su privacy online, minacce digitali e sicurezza informatica, con l’obiettivo di rendere questi temi chiari e utili per tutti.

    Ha conseguito il Google Cybersecurity Certificate. Per Panda Security, realizza articoli che aiutano gli utenti a proteggere la propria vita digitale.