Il futuro senza password è ancora lontano: come proteggerle nel 2026

15 views

Da anni sentiamo dire che “le password stanno per sparire”. Oggi possiamo sbloccare il telefono con il volto, accedere ad alcuni servizi con le passkey…

Marcello LegaMag 4, 20268 min di lettura

Da anni sentiamo dire che “le password stanno per sparire”. Oggi possiamo sbloccare il telefono con il volto, accedere ad alcuni servizi con le passkey e confermare pagamenti con l’impronta digitale. Eppure, nella vita di tutti i giorni, continuiamo a creare, ricordare, riutilizzare e soprattutto dimenticare le password.

Sono la vulnerabilità numero uno della sicurezza informatica e il problema riguarda sia i privati che le aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, che non hanno un dipartimento IT o, tantomeno, di sicurezza.

Nel 2026, siamo ancora nel mezzo di una complessa transizione, ma il futuro senza password non è alle porte. Ci vorranno ancora un po’ di anni prima che aziende e privati possano accedere ad account e reti in modo sicuro senza usare mai più neanche una password.

In questo articolo parliamo di:

  • Password sicure: stanno sparendo?
  • Perché le password sono ancora un problema di sicurezza
  • Come sarà il futuro senza password
  • A che punto siamo della transizione
  • Strumenti attuali: passkey, password manager e autenticazione a 2 fattori
  • Cosa fare subito per proteggere meglio i tuoi account

Buona lettura!

Password sicure: stanno sparendo?

Le password stanno davvero sparendo? Da anni si parla di un mondo senza password, in cui potremo accedere ad account online, reti e applicazioni senza inserire la tipica coppia di nome utente e password.

La sicurezza informatica spinge in questo senso perché le password utilizzate male sono la più grande vulnerabilità di tutti i sistemi, sia a livello personale che nelle aziende. Per questo sono nate molte alternative più sicure, come passkey, biometria e token di sicurezza (ne parleremo meglio più avanti).

Ma il passaggio a un mondo senza password non è ancora avvenuto. Per ora siamo in una fase iniziale e la maggior parte delle persone continua a usare le password per proteggere i propri account.

Ci sono vari motivi per cui le password non sono ancora sparite:

  • Molti siti non supportano i nuovi metodi di autenticazione, come le passkey.
  • Molte aziende usano software datati, che non possono fare a meno delle password.
  • Non tutti gli utenti sanno o possono usare i nuovi metodi.
  • Alcuni servizi devono essere compatibili con centinaia di dispositivi e sistemi informatici diversi.
  • Cambiare sistema di autenticazione richiede tempo, competenze tecniche e soprattutto denaro.

Per fare un esempio concreto, immagina che un sito smetta di usare le password o introduca l’uso delle passkey (una chiave crittografica associata a un dispositivo). In questo momento, più della metà delle persone potrebbe trovarle troppo complicate o poco familiari.

Una mossa di questo genere sarebbe deleteria anche per la qualità del servizio e la reputazione dell’azienda che lo fornisce.

Infine, c’è anche da dire una cosa a favore delle password: sono facili da usare, economiche e ancora sicure, se vengono usate nel modo giusto. Il problema, come vedremo, è proprio il modo in cui le utilizziamo.

Perché le password non sono sicure

Come abbiamo appena accennato, il mondo della sicurezza informatica ha inventato delle alternative non perché le password non siano sicure di per sé, ma perché molte persone le utilizzano male:

  • Riutilizzano la stessa password per più account o siti.
  • Usano password facili da indovinare.
  • Non usano un password manager.
  • Condividono le password con altre persone.
  • Non sanno riconoscere i messaggi e i siti di phishing.

Quando diciamo che le password non sono abbastanza sicure, in realtà vogliamo dire che l’utilizzo da parte degli utenti non lo è, sebbene una password complessa e aleatoria sia molto difficile da trovare per un criminale informatico.

LEGGI ANCHE: Password rubate online: come vengono usate nel 2026

Passkey, biometria e token di sicurezza

L’alternativa principale alle password è la passkey, da non confondere con la passphrase, che è sempre una password ma più lunga e sotto forma di frase.

Quando imposti una passkey, il sistema crea due chiavi di sicurezza: una viene salvata nel sistema, ad esempio il sito web, e l’altra su un dispositivo dell’utente, di solito il telefono o un laptop, per comodità.

Quando provi ad accedere al sito, il sistema ti chiede di “presentare” la chiave del tuo dispositivo, la confronta con quella che ha salvato e, se coincidono, ti lascia entrare.

Questo metodo è più sicuro rispetto alle password perché, per l’appunto, non ci sono password da dimenticare, rubare o utilizzare male. La sua vulnerabilità, però, è che se salvi tutte le passkey sul telefono e qualcuno te lo ruba, potenzialmente potrebbe accedere a tutti i tuoi account.

I sistemi biometrici, invece, confrontano un dato biometrico registrato con una scansione in tempo reale, ad esempio l’impronta digitale, l’iride o il volto. È un sistema molto efficace, ma solleva alcune preoccupazioni a livello di privacy, soprattutto quando non è chiaro dove vengono salvati i dati biometrici e come vengono utilizzati.

Infine, ci sono i token di sicurezza, che possono essere fisici, come una chiavetta USB da collegare al portatile e che contiene la chiave di crittografia univoca del servizio, oppure digitali, come le app di autenticazione come Google Authenticator. Questi servizi generano codici aleatori e monouso, che cambiano in pochi secondi e che il sistema deve verificare in pochi secondi per autenticare l’utente.

Questi sono i metodi alternativi alla password più diffusi attualmente. Molte persone li usano già ma non ovunque e, per ora, insieme alle password tradizionali. Per questo motivo, oggi la strategia più sicura è combinare i metodi a disposizione e usare un password manager per creare e memorizzare password complesse e uniche.

Password manager: perché sono il metodo migliore in questo momento

Come abbiamo visto, le password sono ancora il metodo di autenticazione più usato al mondo, per cui possiamo certamente iniziare a usare passkey e token di sicurezza, laddove disponibili, ma dobbiamo ancora usare le password e imparare a usarle in modo più sicuro.

Il password manager risolve un problema semplice ma fondamentale: crea le password al posto tuo e le salva tutte nello stesso posto, proteggendole con una password principale (la cosiddetta master password).

In questo modo, devi ricordare solo una password e puoi creare facilmente password complesse e uniche per tutti i tuoi account e applicazioni.

L’uso di password uniche è molto più importante di quanto sembri a prima vista. Di fatto, sul dark web si è creata un’intera economia basata sulle password rubate, che vengono salvate in enormi database di nomi utente e password, chiamati combolist, e rivenduti tra criminali informatici.

Se un criminale riesce ad accedere a un account di una vittima, la prima cosa che fa è provare a usare le stesse credenziali su altri siti e servizi critici, come il cloud, le banche online, la pubblica amministrazione e così via. Dato che molte persone usano una sola password per molti servizi, basta che venga rubata una volta per compromettere decine di account diversi.

Cosa fare subito per proteggere meglio i tuoi account

Il nostro consiglio è di prendere dimestichezza con i nuovi metodi di autenticazione e iniziare a usarli, quando disponibili. Parallelamente, la cosa migliore che puoi fare è:

  • Imparare a creare password complesse ed efficaci.
  • Usare bene le password.
  • Controllare periodicamente se le tue credenziali sono state esposte, ad esempio su siti come Have I Been Pwned?
  • Usare un password manager.
  • Impostare l’autenticazione a due fattori.
  • Imparare a riconoscere messaggi e siti di phishing, per non condividere inconsapevolmente le tue password e i tuoi dati.

Possono sembrare dei consigli semplici, ma fanno una differenza enorme. Online, il confine tra sicurezza e pericolo è spesso sottilissimo: basta un clic sul link sbagliato o una password troppo facile da indovinare per mettere a repentaglio tutto: conversazioni private, immagini, dati finanziari e molto altro ancora.

In conclusione, è un’ottima idea iniziare a usare passkey, biometria e token di sicurezza, sia che tu abbia un’azienda, sia che usi internet per motivi personali.

Ma le password rimarranno con noi ancora per molti anni, quindi è ancora più importante imparare a usarle bene, aggiungendo più livelli di protezione. Per questo motivo, ti invitiamo a provare il nostro password manager, Panda Dome Password, che ti aiuta a creare password resistenti e uniche per tutti i tuoi account online.

CONTINUA A LEGGERE: Cosa succede se chiedi a un chatbot AI di generare una password (e perché non è sicuro)

Autore

  • author-marcello-lega

    Giornalista e traduttore con oltre 18 anni di esperienza in tecnologia e cybersecurity. Scrive contenuti su privacy online, minacce digitali e sicurezza informatica, con l’obiettivo di rendere questi temi chiari e utili per tutti.

    Ha conseguito il Google Cybersecurity Certificate. Per Panda Security, realizza articoli che aiutano gli utenti a proteggere la propria vita digitale.