Stress da sicurezza informatica: anche tu ne soffri senza saperlo?

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Ti è mai capitato di cliccare su Accetta in un messaggio di sicurezza senza neanche leggerlo? Hai più account e password che calzini spaiati in…

Panda SecurityFeb 2, 20268 min read

Ti è mai capitato di cliccare su Accetta in un messaggio di sicurezza senza neanche leggerlo? Hai più account e password che calzini spaiati in casa? Anche tu sospiri quando ricevi l’ennesima verifica in due passaggi del giorno? Se è così, non ti preoccupare: sei in buona compagnia.

E questa condizione ha anche un nome: stress o affaticamento da sicurezza informatica, e la buona notizia è che si può curare. Continua a leggere per sapere esattamente cos’è, perché è un problema per la sicurezza informatica. E cosa puoi fare per proteggerti dall’ennesima fonte di stress digitale!

In questo articolo:

  • Cos’è lo stress da sicurezza informatica?
  • Minitest di autodiagnosi.
  • Perché esiste questo fenomeno?
  • Perché è un problema per la sicurezza informatica?
  • Cosa fare per ridurre lo stress (informatico).

Buona lettura!

Stress da sicurezza informatica: cos’è davvero

Oggi, molte persone hanno tantissimi account e dispositivi da gestire tra quelli personali, familiari e del lavoro. Per ognuno di essi ricevono decine di notifiche di sicurezza, email, codici di accesso, verifiche in due passaggi e link per reimpostare le password. In realtà l’elenco potrebbe andare avanti ancora per molto.

Solo a pensare a tutte queste procedure da gestire, che si aggiungono al lavoro vero e proprio o al motivo per cui avevamo scaricato una certa app. La maggior parte delle persone reagisce con un sospiro o con un certo nervosismo. Ed è anche molto probabile che su cinque notifiche finisca per accettarne almeno una senza prestare troppa attenzione.

Questa condizione è talmente comune che ha ricevuto un nome nel settore della cybersecurity, che l’ha battezzata come stress (o affaticamento) da sicurezza informatica.

Per certi versi, è simile al famoso stress da notifiche, che si prova quando siamo costantemente esposti a notifiche di email, messaggi di WhatsApp e altre app di messaggistica istantanea e social.

Il problema dello stress da sicurezza informatica è che il rifiuto che genera può compromettere la sicurezza stessa di quelle operazioni, e aprire la porta a malware e attacchi informatici.

Su una cosa, però, bisogna essere chiari: se anche tu ne soffri, la colpa non è tua, ma di come sono progettati questi sistemi di sicurezza. Di per sé, ciascuna procedura è lineare, semplice e sicura, ma nessuno aveva pensato all’effetto cumulativo di decine di controlli sull’utente. Che in fondo sta solo cercando di controllare le email o di usare l’app di home banking.

Minitest di autodiagnosi

Ti riconosci in quello che hai letto? Prova a rispondere sì o no a questo breve test di autodiagnosi (semiserio) per l’affaticamento da sicurezza informatica. Rispondi al volo:

  • Ignori spesso gli aggiornamenti perché pensi “adesso non ho tempo”?
  • Usi la stessa password da anni dicendoti che la cambierai più avanti?
  • A volte, approvi le richieste di autenticazione quasi in automatico, senza pensarci?
  • Clicchi su link o apri email solo per far sparire la notifica?
  • Pensi che sia assurdo doverti autenticare ogni volta che accedi alle app web che usi ogni giorno?
  • Fai fatica a capire quali avvisi di sicurezza sono davvero importanti?
  • Ti capita di pensare: “Tanto ormai è impossibile stare dietro a tutto”?
  • Hai mai perso mezz’ora di tempo per recuperare l’accesso a un account per colpa di passaggi poco chiari o perché non sapevi dove avevi salvato le credenziali?

Se hai risposto sì alla maggior parte di queste domande, probabilmente anche tu soffri un po’ di stress da sicurezza informatica.

Perché succede?

Importantissimo: la responsabilità non è tua, ma del sistema in sé o, meglio ancora, dell’effetto cumulativo dei vari sistemi e procedure indipendenti.

In altre parole, se a volte hai comportamenti digitali poco sicuri, la colpa non è tua: è il tuo cervello che, messo sotto pressione, cerca una scorciatoia per ridurre la sensazione spiacevole di sovraccarico mentale.

In fondo, il nostro sistema nervoso non è progettato per gestire decine di compiti e notifiche contemporaneamente, cosa che invece sanno fare bene i computer. Il problema è che spesso e volentieri i sistemi informatici vengono sviluppati pensando alle macchine e non alle persone che dovranno usarle.

Spezziamo una lancia anche a favore dei tecnici e degli sviluppatori di cybersecurity: il problema non è tanto come sono progettati i sistemi di sicurezza, ma come si sommano tra loro e l’effetto cumulativo che hanno sui comportamenti di sicurezza dell’utente.

Perché è un problema per la sicurezza informatica?

La fatica da sicurezza informatica non fa male solo a chi la sente, ma causa danni a livello più ampio, producendo a volte l’effetto opposto di quello desiderato: comportamenti digitali pericolosi che aprono la porta ad attacchi informatici, malware e violazioni della privacy.

I cybercriminali sanno benissimo che lo stress da sicurezza informatica esiste e colpisce ogni giorno migliaia di persone, e puntano proprio su questo: bombardano i bersagli con messaggi fraudolenti, tentativi di accesso, notifiche false e link infetti sperando che prima o poi la persona non ne possa più e faccia clic sul file o sul collegamento sbagliato.

Molto spesso parliamo dell’errore umano come causa principale degli incidenti di sicurezza, ma ancora più spesso dimentichiamo di aggiungere che molti di questi errori dipendono dalla difficoltà di gestione e dalla stanchezza mentale delle persone.

La domanda giusta da farsi è: gli utenti userebbero password complesse, senza riutilizzarle, se ne avessero meno di 80-100 (media globale)?

Le conseguenze, come è facile indovinare, sono molte e diverse: violazioni di account, attacchi di phishing, compromissioni di credenziali e sistemi aziendali, fughe di dati, blocchi di servizi e operazioni aziendali e, infine, danni economici.

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Come ridurre lo stress da sicurezza informatica

Arrivati a questo punto, è normale chiedersi “ok, ma quindi cosa posso fare per stressarmi di meno e ridurre i problemi di sicurezza?” Premettiamo che la soluzione vera e propria sarebbe ripensare i processi di sicurezza e il modo in cui vengono usati nella vita reale delle persone.

Dato che questo interessa più le aziende e gli specialisti di cybersecurity, qui ci occuperemo dell’aspetto pratico a livello di utente: cosa puoi fare tu per stare meglio e rischiare di meno?

Vediamo alcuni consigli semplici ma efficaci:

  • Usa strumenti smart: tanto per cominciare, affidati alle nuove funzionalità di sicurezza come i password manager, pensate per ridurre il carico mentale degli utenti finali come te. In questo modo dovrai ricordare solo una master password per accedere a tutte le altre.
  • Automatizza la difesa: imposta gli aggiornamenti e i backup automatici di tutti i software, app e sistemi operativi che hai. Li configuri una volta e poi non ci pensi più, così sarai al riparo anche dalle nuove vulnerabilità. Senza doverli controllare uno per uno ogni cinque giorni.
  • Scegli le priorità: concentrati sulle tre cose più importanti, ovvero account email principale, conto bancario online e identità digitale (SPID/CIE). Le credenziali di accesso alla fidelity card della Conad non sono altrettanto importanti.
  • Usa le passkey: dove possibile (Amazon, Google, Apple) imposta le passkey per autenticarti al volo, senza dover aspettare codici SMS, via email o tramite app. È la sicurezza più alta possibile con il minimo sforzo.
  • Informati per non avere paura ogni volta che ricevi un messaggio: se conosci le minacce e le truffe più recenti, sai cosa aspettarti e puoi distinguere rapidamente le comunicazioni sicure dal phishing.
  • Scegli un intervallo orario in cui non rispondere a messaggi, notifiche e richieste: concentra le operazioni durante la parte della giornata in cui puoi gestirle con l’attenzione che meritano, e non alle 10 di sera, mentre sei sul divano davanti alla tua serie preferita.

In fondo, si tratta di cambiare un po’ mentalità: accettare che anche la sicurezza informatica è imperfetta, dato che deve reagire a un panorama in continua evoluzione, e che ognuno di noi fa quello che può.

Con le tecnologie giuste e dando la priorità alle minacce più importanti, rafforzerai la tua sicurezza digitale e ridurrai quel fastidioso stress da notifiche e sicurezza informatica. E ogni tanto, se puoi, fai un piccolo detox digitale, che aiuta a svuotare la mente e ridurre la sensazione di sovraccarico.

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Buona navigazione e buona riduzione dello stress (da sicurezza informatica)!