Ti sei mai chiesta o chiesto se si può essere rintracciati anche con una VPN? Ebbene, la risposta è sì: una VPN nasconde il tuo indirizzo IP e cripta il traffico internet, ma è ancora possibile tracciarti attraverso gli account a cui accedi, i cookie, il fingerprinting del browser e le fughe di dati. La VPN protegge la tua connessione, non la tua identità.
Immagina di trovarti in hotel, attivi la VPN, cerchi un paio di scarpe da corsa e chiudi la scheda del browser. Dieci minuti dopo, quelle stesse scarpe compaiono nel tuo feed di Instagram.
La VPN protegge la connessione quando usi una rete Wi-Fi pubblica, ma non ti rende anonimo su internet. Sapere cosa protegge e quali informazioni rimangono esposte ti aiuta a proteggere meglio la tua privacy online.
In questo articolo vediamo:
- Cosa nasconde una VPN e cosa no
- In quali modi è possibile essere tracciati anche con una VPN
- Chi può ancora vedere quello che fai online
- Alcuni semplici accorgimenti per proteggere meglio la tua privacy.
Rintracciati con una VPN? Cosa nasconde davvero
Le VPN rimangono uno strumento fondamentale per proteggere la privacy online. Le VPN hanno moltissimi vantaggi, ma non possono garantire l’anonimato assoluto né nascondere la tua vera identità agli occhi di tutti.
Vediamo cosa nasconde davvero una VPN:
- Il tuo indirizzo IP e la tua posizione approssimativa: la VPN cambia il tuo indirizzo IP. I siti web vedono quello del server VPN a cui ti connetti e, se cercano di individuare la tua posizione, risalgono alla città in cui si trova quel server.
- I siti che visiti, agli occhi del tuo provider internet o del gestore del Wi-Fi: il tuo provider e chi gestisce la rete possono vedere che stai usando una VPN, ma non quali siti visiti né cosa fai al loro interno.
- Le tue attività sulle reti Wi-Fi pubbliche o condivise: le reti di aeroporti, bar e hotel sono particolarmente esposte ai tentativi di intercettazione. La VPN cripta il traffico prima che lasci il dispositivo, rendendolo illeggibile per chiunque utilizzi la stessa rete.
Quindi, si può essere rintracciati con una VPN?
Sì, è possibile essere tracciati online anche quando la VPN è attiva. La VPN protegge la connessione, ma quando accedi a un account, fai clic su un contenuto o acquisti qualcosa, i siti e gli inserzionisti possono collegare queste attività direttamente a te.
Vediamo i modi più comuni per monitorare quello che fai online:
Accesso agli account
Quando accedi a Google, Facebook, Amazon o qualsiasi altro account, il servizio sa esattamente chi sei. L’indirizzo IP, a quel punto, non ha più importanza.
Tutto ciò che cerchi, pubblichi, guardi o condividi mentre hai effettuato l’accesso viene associato al tuo account, non al server VPN. Ecco perché la cronologia di navigazione, i contenuti consigliati e i profili pubblicitari rimangono invariati anche quando la tua posizione geografica sembra cambiare.
Dati di pagamento
Quando fai un acquisto online, il negozio, la banca e il servizio che gestisce il pagamento sanno chi ha effettuato la transazione. Nel tempo anche gli abbonamenti e gli indirizzi di consegna contribuiscono ad arricchire queste informazioni.
Cookie e tracker
I cookie sono piccoli file che i siti salvano nel browser per riconoscerti quando torni a visitarli. Alcuni sono utili, ad esempio quelli che conservano i prodotti nel carrello degli acquisti sui siti di e-commerce. Altri, invece, vengono utilizzati dagli inserzionisti per seguire le tue attività su siti diversi.
Dato che i cookie vengono salvati sul dispositivo, rimangono attivi anche quando cambia l’indirizzo IP. È per questo che le scarpe da corsa dell’esempio che abbiamo fatto all’inizio sono comparse nel tuo feed di Instagram. I pixel di tracciamento funzionano in modo simile: sono minuscole immagini invisibili inserite nelle email e nelle pagine web, che comunicano al mittente quando vengono aperte o visualizzate.
Fingerprinting del browser
Il fingerprinting è una tecnica che permette di riconoscere un dispositivo attraverso le sue caratteristiche specifiche, anziché utilizzare l’indirizzo IP. Senza che tu lo sappia, i siti possono raccogliere informazioni come:
- Le dimensioni e la risoluzione dello schermo
- I font installati sul computer
- La versione e le impostazioni del browser
- Il fuso orario e la lingua
Prese singolarmente, queste informazioni possono sembrare innocue, ma messe insieme possono creare una sorta di identificativo quasi univoco del dispositivo, che la VPN non può modificare.
Perdite DNS e WebRTC
Una fuga di dati si verifica quando alcune informazioni passano al di fuori del tunnel criptato della VPN. Due esempi comuni sono:
- Perdite DNS: il DNS è il sistema che traduce i nomi dei siti web in indirizzi comprensibili ai computer. Se queste richieste passano attraverso il tuo provider internet anziché la VPN, l’operatore può vedere quali siti visiti.
- Perdite WebRTC: WebRTC è una tecnologia dei browser utilizzata per le chiamate audio e video. Se non è configurata correttamente, può rendere visibile il tuo vero indirizzo IP ai siti web.
Una VPN affidabile impedisce entrambi i tipi di fughe di dati, mentre una soluzione poco sicura potrebbe esporre le tue informazioni senza alcun avviso.
Malware e spyware
La VPN non può bloccare i software di tracciamento già presenti sul dispositivo. Keylogger, stalkerware e app infette possono registrare ciò che scrivi e fai ancora prima che i dati entrino nel tunnel crittografato.
Per questo, è importante affiancare alla VPN un antivirus come Panda Dome Essential, che ti aiuta a rilevare ed eliminare i software dannosi.
Il provider VPN
Quando usi una VPN, in pratica smetti di affidarti al tuo provider internet e riponi la tua fiducia nel provider del servizio VPN che hai scelto. Dal punto di vista tecnico, tutto il traffico passa attraverso i suoi server, quindi il provider potrebbe vedere o registrare le tue attività online.
Ecco perché è importante scegliere un servizio veramente affidabile. Se stai cercando una VPN, ti consigliamo di cercare un provider che abbia:
- Una politica no-log verificata tramite audit indipendenti, a garanzia del fatto che il provider non registra le tue attività online.
- Un kill switch integrato e una protezione contro le perdite DNS.
- Informazioni chiare sulla proprietà dell’azienda e sul Paese in cui ha sede.
- Protocolli moderni e sicuri, come WireGuard o OpenVPN.
- Un piano a pagamento, dato che molti servizi gratuiti guadagnano vendendo i dati degli utenti.
È possibile tracciare un telefono anche con la VPN attiva?
Sì. Anche se la VPN protegge il traffico internet, uno smartphone può comunque essere tracciato attraverso i sensori integrati, le autorizzazioni delle app e la rete cellulare. La VPN nasconde l’indirizzo IP e le attività di navigazione, ma il GPS, le app e l’operatore telefonico possono continuare a rilevare la posizione fisica del dispositivo.
Vediamo più nel dettaglio come è possibile:
- GPS e servizi di localizzazione: il GPS dello smartphone funziona attraverso i satelliti, non tramite la connessione a internet. La VPN non influisce sul suo funzionamento, quindi qualsiasi app autorizzata ad accedere alla posizione può continuare a rilevare dove ti trovi.
- Autorizzazioni delle app relative alla posizione: le app meteo, le mappe, le app per gli acquisti e i social media spesso chiedono di accedere alla posizione. Se concedi l’autorizzazione, possono raccogliere questi dati anche quando la VPN è attiva.
- Operatore telefonico: il tuo operatore può conoscere la tua posizione approssimativa grazie alle celle telefoniche a cui si collega lo smartphone. Questo sistema funziona a livello di rete cellulare, su cui la VPN non ha alcun controllo.
- Identificativo pubblicitario dello smartphone: Android e iPhone assegnano al dispositivo un ID pubblicitario che le app possono utilizzare per riconoscerti quando usi servizi diversi. Puoi limitarne l’utilizzo o eliminarlo dalle impostazioni sulla privacy dello smartphone.
- Condivisione della posizione con i familiari: le funzioni come Dov’è di Apple e Google Family Link permettono di condividere la posizione direttamente con le persone autorizzate. La VPN non impedisce loro di vedere dove ti trovi, che poi è proprio lo scopo di queste funzioni.
Chi può vedere lo stesso quello che fai online?
Anche se una VPN offre un importante livello di protezione della privacy, non ti rende completamente invisibile su internet. Diversi soggetti possono ancora accedere a determinate informazioni sulle tue attività digitali, a seconda della rete che utilizzi, degli account a cui accedi e delle impostazioni attive sul dispositivo.
Il tuo provider internet
Il provider internet può vedere quando usi una VPN e quanti dati consumi, ma non quali siti visiti né cosa fai al loro interno.
È anche per questo che alcune persone utilizzano una VPN per evitare le limitazioni di velocità imposte dagli operatori. Se il provider non riesce a distinguere i diversi tipi di traffico, è più difficile che rallenti determinate attività. Per questo, chi gioca online e ha problemi di lag spesso si affida a una VPN per il gaming.
Il datore di lavoro o la scuola
Se utilizzi un dispositivo o una rete gestiti dall’azienda o dalla scuola, le tue attività possono essere monitorate anche con una VPN attiva. I software di controllo installati sui dispositivi di lavoro o scolastici, infatti, spesso funzionano indipendentemente dal tunnel criptato della VPN.
Siti web e inserzionisti
Grazie agli account, ai cookie e al fingerprinting del browser, i siti web possono riconoscerti anche quando utilizzi un indirizzo IP diverso. Non appena accedi a un servizio o condividi informazioni personali, le tue attività di navigazione possono essere ricondotte direttamente alla tua identità.
Forze dell’ordine
Le forze dell’ordine possono richiedere i dati degli utenti attraverso le procedure previste dalla legge. Con un ordine valido dell’autorità giudiziaria, possono rivolgersi anche al provider VPN. Ecco perché una politica no-log verificata è così importante per la privacy.
Gestori delle reti Wi-Fi e amministratori di rete
Chi gestisce una rete, ad esempio un bar, un hotel o anche la persona che ha configurato il router di casa, può sapere che il tuo dispositivo è collegato e che stai usando una VPN. Inoltre, può accedere a informazioni come la quantità di dati scambiati, ma non ai siti che visiti né al contenuto del traffico internet.
Come limitare il tracciamento oltre alla VPN
Non serve essere degli esperti di tecnologia per proteggere anche gli aspetti della privacy che una VPN non riesce a coprire. Bastano pochi minuti per adottare alcune semplici abitudini che possono fare una grande differenza:
- Attiva il kill switch e verifica che non ci siano fughe di dati: il kill switch interrompe la connessione a internet se la VPN si disconnette, impedendo che il tuo vero indirizzo IP rimanga esposto. Puoi anche utilizzare uno dei test gratuiti disponibili online per verificare che non ci siano perdite DNS e che la VPN funzioni correttamente.
- Elimina i cookie e blocca i tracker: cancella regolarmente i cookie oppure imposta il browser in modo che blocchi quelli di terze parti. I browser incentrati sulla privacy e le estensioni antitracciamento possono bloccare molti strumenti di monitoraggio prima ancora che vengano caricati.
- Usa Tor per le attività di navigazione più riservate: Tor fa passare il traffico attraverso diversi server gestiti da volontari, rendendo molto più difficile risalire alla sua origine, ma rallenta sensibilmente la connessione. La scelta tra Tor e una VPN dipende soprattutto dalla velocità, dalla facilità d’uso e dal livello di anonimato di cui hai bisogno.
- Esci dagli account che non stai utilizzando: se mantieni aperta la sessione su Google, Facebook e altri servizi simili, questi possono collegare tra loro le tue attività su siti diversi. Ricordati di uscire quando hai finito oppure usa un browser a parte per i tuoi account personali.
- Limita le autorizzazioni delle app e l’accesso alla posizione: controlla quali app possono rilevare la tua posizione. In generale, e se non hai esigenze specifiche, scegli l’impostazione “Solo mentre usi l’app” oppure “Mai”. Quando non ti servono, puoi anche disattivare completamente i servizi di localizzazione.
- Usa password complesse e diverse per ogni account, insieme a un password manager: se qualcuno riuscisse a violare uno dei tuoi account, potrebbe accedere a molte più informazioni personali di quelle che potrebbe ottenere dal tuo indirizzo IP. Un password manager ti permette di creare e utilizzare facilmente una password complessa e diversa per ogni sito.
Proteggi la tua privacy con Panda Dome Premium
Come abbiamo visto, è possibile essere rintracciati anche con una VPN, attraverso gli account a cui accedi, gli acquisti che fai e le autorizzazioni concesse alle app. Per questo, le tue abitudini di navigazione sono importanti quanto gli strumenti che utilizzi per proteggerti.
Panda Dome VPN cripta la connessione e nasconde il tuo indirizzo IP su qualsiasi rete, impedendo ai provider internet, ai gestori delle reti Wi-Fi e a chi cerca di intercettare il tuo traffico di vedere quello che fai online. Se poi abbini questa protezione ai consigli che abbiamo visto, puoi tutelare anche gli aspetti della privacy che una VPN, da sola, non riesce a proteggere.
Panda Dome Premium offre una VPN con traffico illimitato, per proteggere la connessione su qualsiasi rete, dalle hall degli hotel ai terminal degli aeroporti. Inoltre, il Dark Web Monitor controlla se il tuo indirizzo email compare in fughe di dati note, così puoi scoprire subito se le tue informazioni sono state esposte e intervenire limitando i danni.
Vuoi più privacy quando navighi? Scegli Panda Dome Premium e proteggi la tua connessione su tutte le reti.
Domande frequenti
La polizia può tracciare chi usa una VPN?
La polizia non può decifrare il traffico protetto da una VPN, ma può richiedere i dati al provider VPN e all’operatore internet attraverso un ordine dell’autorità giudiziaria. Se il provider applica una politica no-log verificata, avrà pochi o nessun dato sulle attività online dell’utente.
Le VPN nascondono davvero la posizione geografica?
La VPN nasconde la posizione associata al tuo indirizzo IP, quindi i siti vedono quella del server VPN anziché la tua. Però, una VPN non è in grado di nascondere i dati GPS, la posizione rilevata dalle app autorizzate o quella conosciuta dall’operatore telefonico.
Google può tracciare le mie attività anche se uso una VPN?
Sì, se hai effettuato l’accesso al tuo Account Google o se nel browser sono presenti i cookie di Google. Il servizio può associare le tue ricerche, i video che guardi su YouTube e altre attività al tuo account, indipendentemente dall’indirizzo IP associato al dispositivo.
È possibile essere rintracciati anche con una VPN gratuita?
Sì, e spesso è ancora più facile. Alcune VPN gratuite registrano e vendono i dati degli utenti, mostrano pubblicità mirata oppure hanno sistemi di sicurezza poco efficaci che possono causare fughe di dati. In genere, una VPN a pagamento di un provider affidabile è una scelta più sicura.
La navigazione in incognito e una VPN rendono davvero anonimi?
No. La navigazione in incognito impedisce al browser di salvare la cronologia e i cookie dopo la chiusura della finestra, ma i siti possono comunque riconoscerti attraverso gli account a cui accedi e il fingerprinting del browser. Inoltre, la navigazione in incognito protegge la privacy sul dispositivo meno di quanto si possa pensare: chi ha accesso al computer o al router può comunque vedere la cronologia della navigazione in incognito.
Il mio provider internet può vedere che uso una VPN?
Sì. Il tuo provider internet può vedere che hai stabilito una connessione con un server VPN e quanti dati utilizzi, ma non quali siti visiti né cosa fai al loro interno.
È meglio tenere la VPN sempre attiva?
Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto su smartphone e computer portatili che si collegano alle reti Wi-Fi pubbliche. Lasciare la VPN sempre attiva è un buon modo per non esporti quando usi una connessione non protetta o sconosciuta.
Inoltre, puoi disattivarla temporaneamente quando utilizzi siti o servizi che bloccano le VPN, come alcune piattaforme di streaming o le banche online. Tenerla attiva tutto il giorno comporta un leggero aumento del consumo di energia, ma l’impatto della VPN sulla batteria dipende dal protocollo VPN, dalla qualità del segnale e dalla frequenza con cui la VPN deve ristabilire la connessione.
