Site icon Panda Security Mediacenter

Cosa succede se chiedi a un chatbot AI di generare una password (e perché non è sicuro)

cosa-succede-se-chiedi-a-un-chatbot-ai-di-generare-una-password-e-perche-non-e-sicuro

Sempre più persone utilizzano i chatbot AI, come ChatGPT o Claude, per creare password per i propri account online. È una buona idea? Secondo vari ricercatori no, e per vari motivi: prevedibilità, risposte ripetute e bassa entropia.

Abbiamo chiesto anche noi a ChatGPT di creare una password sicura e il risultato sembrava perfetto, ma non lo è. In questo post ti spieghiamo perché le password generate con i chatbot AI non sono davvero sicure, come funzionano e come creare e salvare password efficaci per i tuoi account online.

In questo articolo:

Buona lettura!

Password generate dai chatbot: sono sicure?

I chatbot AI sono una tecnologia relativamente nuova, ma le persone li usano già per fare moltissime cose, come scrivere un’email dettagliata, la scheda della palestra e perfino creare le password per i propri account online.

Un gruppo di ricercatori affiliati a un’azienda di password manager si è chiesto se gli LLM, cioè i modelli di linguaggio di grandi dimensioni alle spalle dei chatbot, siano effettivamente in grado di generare password sicure e uniche.

La loro conclusione è chiara: no, i chatbot AI non possono creare password davvero sicure. In più, poiché possono ripetere la stessa risposta se interrogati più volte, rischiano di compromettere la sicurezza di più account.

Esperimento: chiediamo a ChatGPT e Gemini di creare una password

Per vederci chiaro, abbiamo voluto ripetere rapidamente l’esperimento chiedendo a ChatGPT e Gemini di creare una password. Per farlo, abbiamo usato questo prompt: “crea una password sicura per un account online”, che simula un’interazione reale con un utente comune.

Abbiamo appositamente evitato di formulare una domanda dettagliata e tecnica – ad esempio “crea una password alfanumerica lunga, complessa, unica ecc.” – per non falsare i risultati. Vediamo cos’hanno risposto:

Risposta di ChatGPT:

“Ecco una password sicura, generata in modo casuale: r7$QvL2!xM9@tZ4#

Perché è robusta:

Risposta di Gemini:

“Certo, ecco una nuova password generata per essere estremamente sicura. È un mix bilanciato di caratteri che segue i migliori standard di sicurezza attuali: X#p9!mQ2*rL4_zT8

Perché questa password è efficace?

A prima vista, le password generate da Gemini e ChatGPT sembrano sicure, perché contengono molti caratteri e una combinazione di maiuscole, minuscole, numeri e caratteri speciali.

Tuttavia, ci sono tre problemi:

  1. La password non è davvero casuale, perché gli LLM non sono motori crittografici.
  2. Una password alfanumerica di questo tipo, anche se fosse sicura, sarebbe molto difficile da ricordare.
  3. I chatbot che abbiamo interrogato non propongono passphrase, come Elefante-Zafferano-Pianoforte-42-Luna che, se ben generate, sono più resistenti e contemporaneamente facili da ricordare.

Andiamo a vedere più nel dettaglio cosa succede quando chiediamo a un chatbot AI di creare una password.

Perché le password generate dai chatbot AI non sono sicure?

Ci sono vari motivi per cui non dovresti chiedere al tuo chatbot AI di creare password. L’AI genera password che sembrano casuali, ma non lo sono.

Vediamo cosa succede se chiediamo a ChatGPT di generare 80 password, invece di una:

  1. F7!qZ@2mR#9vLp$8Xc
  2. K9@mT2#vLpX!8nR$4q
  3. vQ7!mZ2#L9@pR4$Xn6
  4. G7$kL9#mQ2&xP4!wZ
  5. T$9kL#mQ2vX&pN7wR
  6. k7#Tm9$xQ2!pL4wZ
  7. vN7!qP3#Zt8@Lm2$Xc
  8. x7$Km9#pL2@qW4!zN
  9. M2@qL9#vX!pR7$kZ8
  10. Z8!pL2#mQ@7vX$k9R
  11. L9#kQ2@vX!mR7$pZ8
  12. pX7!kL9@mQ2#vR$8Z
  13. R7!vQ2#mL9@pX$k8Z
  14. X!pR7$kL9@mQ2#vZ8
  15. vL9@pR7$kQ2#mX!Z8
  16. Q2#vX!pR7$kL9@mZ8
  17. kL9@mQ2#vX!pR7$Z8
  18. pR7$kL9@mQ2#vX!Z8
  19. vX!pR7$kL9@mQ2#Z8
  20. L9@mQ2#vX!pR7$kZ8
  21. a9!K#2Lp@X7mR$5qZ
  22. b7@Q!mZ2#L9pR$4Xc
  23. c8#v!Q2mL9@pR$7Xk
  24. d6$k!Q2Lp9@mR#X7Z
  25. e5!vQ2#L9@pR7$XmZ
  26. f4@kL9#mQ2!vX$7pZ
  27. g3#L9@vQ2!mR7$XpZ
  28. h2!Q2#L9@pR7$kXmZ
  29. j1@kL9#mQ2!vX$7pZ
  30. k9#v!Q2mL8@pR$7Xc
  31. L8@pR7$kQ2#mX!Z9v
  32. M7#v!Q2mL9@pR$8Xc
  33. N6$k!Q2Lp9@mR#X8Z
  34. P5!vQ2#L9@pR8$XmZ
  35. Q4@kL9#mQ2!vX$8pZ
  36. R3#L9@vQ2!mR8$XpZ
  37. S2!Q2#L9@pR8$kXmZ
  38. T1@kL9#mQ2!vX$8pZ
  39. U9#v!Q2mL8@pR$8Xc
  40. V8$k!Q2Lp9@mR#X8Z
  41. W7!vQ2#L9@pR8$XmZ
  42. X6@kL9#mQ2!vX$8pZ
  43. Y5#L9@vQ2!mR8$XpZ
  44. Z4!Q2#L9@pR8$kXmZ
  45. A3@kL9#mQ2!vX$8pZ
  46. B2#v!Q2mL8@pR$8Xc
  47. C1$k!Q2Lp9@mR#X8Z
  48. D9!vQ2#L9@pR8$XmZ
  49. E8@kL9#mQ2!vX$8pZ
  50. F7#L9@vQ2!mR8$XpZ
  51. G6!Q2#L9@pR8$kXmZ
  52. H5@kL9#mQ2!vX$8pZ
  53. I4#v!Q2mL8@pR$8Xc
  54. J3$k!Q2Lp9@mR#X8Z
  55. K2!vQ2#L9@pR8$XmZ
  56. L1@kL9#mQ2!vX$8pZ
  57. M9#L9@vQ2!mR8$XpZ
  58. N8!Q2#L9@pR8$kXmZ
  59. O7@kL9#mQ2!vX$8pZ
  60. P6#v!Q2mL8@pR$8Xc
  61. Q5$k!Q2Lp9@mR#X8Z
  62. R4!vQ2#L9@pR8$XmZ
  63. S3@kL9#mQ2!vX$8pZ
  64. T2#L9@vQ2!mR8$XpZ
  65. U1!Q2#L9@pR8$kXmZ
  66. V9@kL9#mQ2!vX$8pZ
  67. W8#v!Q2mL8@pR$8Xc
  68. X7$k!Q2Lp9@mR#X8Z
  69. Y6!vQ2#L9@pR8$XmZ
  70. Z5@kL9#mQ2!vX$8pZ
  71. a4#L9@vQ2!mR8$XpZ
  72. b3!Q2#L9@pR8$kXmZ
  73. c2@kL9#mQ2!vX$8pZ
  74. d1#v!Q2mL8@pR$8Xc
  75. e9$k!Q2Lp9@mR#X8Z
  76. f8!vQ2#L9@pR8$XmZ
  77. g7@kL9#mQ2!vX$8pZ
  78. h6#L9@vQ2!mR8$XpZ
  79. j5!Q2#L9@pR8$kXmZ
  80. k4@kL9#mQ2!vX$8pZ

Se guardi bene, noterai che i simboli utilizzati sono sempre gli stessi (! @ # $), ma soprattutto le password hanno una struttura ricorrente. Ad esempio finiscono con gruppi di caratteri simili o iniziano con una combinazione di lettera minuscola + numero + simbolo, tra l’altro creati in modo incrementale. (Le lettere sono in ordine alfabetico e i numeri in ordine crescente).

Questo succede perché l’AI non è un algoritmo di crittografia e non può realmente generare una password alfanumerica casuale. L’AI risponde in base alla probabilità che una parola sia seguita da un’altra, per cui le risposte tendono a essere ripetitive e prevedibili.

Bassa entropia

La complessità di una password è definita dalla sua entropia, cioè da quanto è difficile indovinarla con un attacco di forza bruta, a dizionario o con un generatore casuale.

Più è complessa la password, più aumenta l’entropia e più sarà difficile indovinarla. Ad esempio, una password alfanumerica composta da 16 caratteri è molto più difficile da indovinare rispetto a una che ne contiene solo 10.

Se le password generate dai chatbot AI si ripetono o hanno una struttura simile, l’entropia reale si abbassa, anche se a prima vista sembrano sequenze casuali e incomprensibili di caratteri.

Ripetitività

Le password generate con l’AI sono pericolose anche per un altro motivo. Il chatbot può consigliare la stessa password che ha già fornito in precedenza.

Questo significa che, senza saperlo, un utente potrebbe usare la stessa password – o una molto simile – per proteggere due o tre account diversi. In questo modo, se le credenziali di uno di questi account venissero trafugate, i criminali informatici potrebbero usarle per violare anche gli altri account (infatti è una delle prime cose che fanno, quando trovano una password che funziona).

Illusione di sicurezza

Le password generate con l’AI sembrano casuali ed efficaci, per cui possono indurre molte persone a usarle, amplificando ancora di più la vulnerabilità. Come vedremo a breve, il problema sta proprio nell’illusione di sicurezza che creano, che porta perfino programmatori e sviluppatori web a usarle.

Perché le password generate con l’AI sono un rischio concreto per la sicurezza?

Ci sono vari motivi per cui creare le password con l’AI rende più vulnerabili gli account e i sistemi online, e hanno a che vedere con chi usa le password:

I ricercatori che hanno notato questo problema di sicurezza dei chatbot AI sostengono che presto torneranno gli attacchi di forza bruta di venti anni fa. Quando i cybercriminali usavano dei programmini per provare ad accedere agli account online con migliaia di credenziali rubate o generate automaticamente.

In realtà non si tratta di una situazione così drammatica, ma è importante sottolineare che i chatbot AI come ChatGPT o Gemini non sono gli strumenti giusti per creare password.

Come creare password sicure per i tuoi account online

Nel corso degli anni abbiamo dedicato molti articoli del nostro blog a questo argomento, e siamo certi che ormai molti di voi sanno cosa vuol dire una “password sicura”.

Questa volta vogliamo concentrarci su alcuni consigli pratici, per aiutarti a proteggere i tuoi account online:

In questo post abbiamo visto che i chatbot AI come Gemini, Claude o Grok non sono bravi a creare password davvero casuali, robuste e uniche, per cui è meglio usare i software specializzati in questo campo: i password manager.

Per concludere, vogliamo ricordare che l’intelligenza artificiale generativa è potentissima e può aiutarci in tantissimi campi, ma dobbiamo sempre tenere a mente che non pensa davvero come un essere umano e non può sostituire i software specializzati.

CONTINUA A LEGGERE: 7 errori di autenticazione delle aziende e come evitarli

Buona navigazione e buona gestione sicura delle password senza AI!

Autore

  • Giornalista e traduttore con oltre 18 anni di esperienza nel settore della tecnologia e della cybersecurity. Mi occupo di privacy online, minacce digitali e strategie pratiche per navigare in sicurezza.

    Il mio obiettivo è rendere chiari e utili anche gli aspetti più complessi della sicurezza informatica, sia per gli utenti comuni che per gli appassionati di tecnologia. Per Panda Security, scrivo articoli accurati e coinvolgenti che aiutano le persone a proteggere la propria vita digitale.

    Ho conseguito la certificazione professionale Google Cybersecurity Certificate, che approfondisce le basi della sicurezza informatica e delle pratiche di protezione dei dati.

     

    LinkedIn de Marcello Lega

Exit mobile version