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8 nuove tendenze di cybersecurity: minacce emergenti e come difendersi

8 nuove tendenze di cybersecurity

Immagina che il telefono squilli all’1 di notte. È tua madre: dice di aver fatto un incidente e che devi inviarle subito del denaro. Ma in realtà non è lei: è un modello di AI addestrato con pochi secondi della voce di tua madre, ricavati da conversazioni telefoniche rubate in una recente violazione dei dati.

Ora che anche i cybercriminali hanno iniziato a utilizzare l’AI, le perdite registrate hanno raggiunto livelli senza precedenti. Secondo i dati dell’IC3, infatti, le perdite segnalate sono raddoppiate dal 2022, in gran parte a causa dell’AI.

Abbiamo intervistato 258 professionisti della cybersecurity e raccolto dati da diversi esperti per aiutarti a capire come proteggerti dalla minaccia crescente degli attacchi basati sull’AI.

Statistiche principali

  • Le perdite causate dai cybercriminali sono raddoppiate tra il 2022 e il 2025, e questo aumento è dovuto almeno in parte all’AI.
  • Il 99% delle organizzazioni espone dati sensibili a strumenti di AI non autorizzati, con rischi molto elevati.
  • Tra le violazioni dei dati legate ad attacchi basati sull’AI (il 16% del totale), il 37% ha utilizzato tecniche di phishing e il 35% i deepfake.
  • Le famiglie sono esposte a una minaccia informatica continua: uno studio del 2025 ha registrato 13,6 miliardi di attacchi IoT.
  • L’82,6% dei professionisti della cybersecurity è preoccupato per la crescente sofisticazione degli attacchi di phishing basati sull’AI.

1. Shadow AI agentica e rischi per i dati

Molte aziende che gestiscono dati personali usano l’AI agentica per gestire i dati senza supervisione umana. Con le giuste misure di sicurezza, questa tecnologia può essere del tutto sicura. Il problema è che alcuni dipendenti si affidano alla shadow AI.

I dipendenti usano strumenti di shadow AI, cioè soluzioni non approvate dall’azienda, per lavorare in modo più produttivo. Se l’azienda conserva i tuoi dati personali, la shadow AI potrebbe esporli a rischi. E non è tutto: alcuni tipi di infezione possono propagarsi anche agli agenti AI. Questo significa che strumenti privi di supervisione umana potrebbero raccogliere i tuoi dati.

Vediamo cosa vuol dire esattamente:

2. La corsa agli armamenti dell’AI: difensori contro criminali informatici

Siamo entrati in una nuova fase della cybersecurity: difensori e criminali informatici usano entrambi l’intelligenza artificiale, dando vita a quella che molti esperti definiscono una vera e propria “corsa agli armamenti dell’AI”. I cybercriminali possono utilizzare l’AI per creare messaggi estremamente personalizzati, capaci di imitare lo stile di scrittura di contatti o organizzazioni di fiducia.

Il nostro sondaggio del 2024 ha mostrato che una percentuale molto alta di professionisti della cybersecurity, pari all’82,6%, è “molto preoccupata” (50,4%) o “moderatamente preoccupata” (32,2%) per la crescente sofisticazione degli attacchi di phishing basati sull’AI.

Ecco alcuni dati che mostrano dove si combatte oggi la corsa agli armamenti dell’AI:

3. Raccolta di dati post-quantistica

Una delle tecnologie emergenti più importanti nella cybersecurity è la crittografia quantistica, che rende i dati illeggibili e può essere decifrata solo con computer quantistici avanzati, oggi non ancora disponibili per aziende o utenti comuni.

Poiché al momento la decifratura, cioè il processo che permette di rendere di nuovo leggibili quei dati, è impossibile, i criminali stanno adottando un approccio chiamato “raccogli ora, decifra dopo”. Con questo metodo, i cybercriminali aspettano che i loro computer diventino abbastanza potenti da accedere alle informazioni rubate, come confermato dalla Finance and Economics Discussion Series del 2025.

Alcuni potrebbero pensare che il quantum computing sia ancora lontano, ma grandi aziende come IBM, Microsoft e Google stanno facendo progressi concreti. Secondo Forbes, IBM punta a sviluppare un computer quantistico affidabile entro il 2029. Anche se questa tecnologia non è ancora accessibile ai cybercriminali, il rapido avanzamento dell’AI dimostra quanto velocemente possano evolversi anche le minacce informatiche.

Gli esperti concordano: un sondaggio di KPMG condotto su 250 grandi aziende mostra che il 60% delle imprese canadesi e il 73% di quelle statunitensi ritiene che sia solo questione di tempo prima che i cybercriminali usino il quantum computing.

Dato che il 95% degli intervistati ritiene che il suo potenziale impatto sulla cybersecurity sia elevato, per le aziende è arrivato il momento di agire. Tieni d’occhio le notizie per capire come le aziende con cui hai a che fare stanno rispondendo a queste minacce.

4. I dispositivi smart come porte d’ingresso per gli hacker

La diffusione dei dispositivi Internet of Things (IoT) nelle nostre case, dagli altoparlanti smart ai frigoriferi connessi a internet, ha creato nuovi punti di accesso per i cybercriminali. L’87,2% dei professionisti della cybersecurity si è detto preoccupato per le vulnerabilità di sicurezza associate ai dispositivi IoT domestici: il 46,5% è “molto preoccupato” e il 40,7% “moderatamente preoccupato”.

Ecco cosa devi sapere sui rischi dell’IoT nel mondo reale:

5. Frodi con AI, deepfake e phishing personalizzato

Anche se il 94% dei professionisti della cybersecurity dichiara di sentirsi “molto sicuro” (50,8%) o “moderatamente sicuro” (43,8%) dei metodi attualmente usati dalla propria organizzazione per proteggere i dati degli utenti, il panorama dell’AI continua a evolversi. Questa evoluzione sta rendendo possibili attacchi di phishing personalizzati e deepfake capaci di imitare la voce di amici o familiari in attacchi di vishing particolarmente mirati.

Ecco come questo scenario si è evoluto fino a favorire la compromissione di account e persino i furti di identità:

6. Responsabilità per l’esposizione dei dati dei clienti

Anche se negli Stati Uniti non esistono leggi complete sulla privacy dei dati, le aziende statunitensi devono comunque trattare con attenzione alcuni tipi di dati sensibili. In caso di esposizione, la SEC richiede comunicazioni pubbliche tempestive. Il mancato rispetto di questo obbligo può comportare multe di diversi milioni di dollari, cause legali e ulteriori danni alla reputazione.

Ecco alcune tendenze sulla sicurezza dei dati da tenere d’occhio:

7. Perché il ransomware è così redditizio

I ransomware, cioè i malware che bloccano i file di un sistema informatico fino al pagamento di un riscatto, sono emersi come la principale preoccupazione: il 21,7% dei professionisti li indica come la minaccia che la propria organizzazione affronta più spesso. Questi attacchi alle aziende non sono solo problemi aziendali astratti: riguardano direttamente anche i consumatori, perché spesso i dati rubati sono i loro.

Ecco perché il ransomware va considerato una minaccia concreta:

All’inizio dell’anno, Stryker Corporation ha subito l’interruzione di alcuni servizi nella propria rete di produzione globale a causa di un attacco ransomware. L’attacco non ha coinvolto i prodotti, ma ha avuto effetti sulle operazioni della filiera, come le spedizioni. (Stryker)

Questi attacchi su larga scala ci ricordano che un hacker non è per forza un ragazzo chiuso in uno scantinato, come negli stereotipi di 20 anni fa. A volte, dietro questi attacchi si celano gruppi di criminali sponsorizzati da governi.

8. Attacchi ai settori industriali e fragilità della filiera

I cyberattacchi possono colpire qualsiasi settore, con conseguenze sulle filiere di produzione e sulle attività locali, sia su larga sia su piccola scala. Secondo l’X-Force Threat Intelligence Index 2026, i settori più colpiti sono:

Le tendenze dei cyberattacchi indicano che le aziende vengono prese di mira soprattutto attraverso applicazioni esposte al pubblico (40%), furto degli account (11%) e phishing (9%). Il phishing è l’unico gruppo ad aver registrato un calo significativo, (rispetto al 25% del 2024). In futuro, potremmo assistere a una crescita importante degli attacchi in cui i cybercriminali sfruttano i chatbot integrati nei sistemi HR.

Gli attacchi di questo tipo hanno effetti devastanti sulla filiera, come dimostra il fatto che negli ultimi cinque anni le compromissioni gravi sono quadruplicate. Le conseguenze si propagano con un effetto a cascata: se un negozio locale non riesce a ricevere un prodotto, non vende e quindi non guadagna. Se hai una piccola attività, o conosci qualcuno che ne gestisce una, l’impatto può essere molto pesante.

Come prepararsi alle nuove minacce informatiche

I cybercriminali potrebbero affidarsi sempre di più a tecniche sofisticate per rubare account, denaro e informazioni, ma esistono alcune misure semplici che possono renderti un bersaglio più difficile:

Blocca le minacce emergenti con Panda Security

La Shadow AI agentica, le minacce post-quantistiche, le fughe di dati nel dark web e altri cyberattacchi di nuova generazione continuano ad aumentare, ma capire come funzionano queste tecnologie ti aiuta a prepararti a quello che verrà. Il passo più importante è proteggere i tuoi dispositivi prima di un attacco, non dopo.

Panda Dome ti protegge con una soluzione semplice e facile da usare, che include rilevamento delle minacce in tempo reale, strumenti per navigare in modo più sicuro e monitoraggio del dark web per avvisarti se i tuoi dati compaiono dove non dovrebbero.

Scarica subito Panda Dome per prepararti alle minacce informatiche del futuro.

Domande frequenti sulle minacce informatiche

Che cosa fa Panda Security per contrastare le minacce informatiche emergenti?

Panda Security aggiorna continuamente la propria threat intelligence per restare al passo con i nuovi metodi di attacco, inclusi i malware basati sull’AI e le campagne di phishing adattive. I suoi prodotti usano tecnologie di rilevamento comportamentale che vanno oltre le firme dei virus già noti, così possono intercettare le minacce nel momento in cui si manifestano.

Qual è il cyberattacco più frequente che colpisce le persone comuni?

Il phishing resta la minaccia più diffusa. Di solito arriva sotto forma di email, SMS o pop-up che ti convincono a cliccare su un link o a inserire informazioni personali. Ora che l’AI viene usata per creare messaggi più personalizzati e credibili, anche gli utenti più esperti possono cadere nella trappola.

Il ransomware colpisce anche le persone comuni?

Sì, i singoli utenti sono bersagli frequenti perché spesso sono meno protetti. Il ransomware cifra i file del computer e chiede un pagamento per ripristinare l’accesso. Di solito arriva tramite un’email di phishing, un download infetto o una connessione di rete non sicura.

Che cos’è la sicurezza zero trust?

L’approccio zero trust si basa su un’idea molto semplice: non fidarti automaticamente di nessuno e di niente, nemmeno all’interno della tua rete. Questo modello di sicurezza richiede una verifica continua a ogni passaggio. Anche se nasce soprattutto per le aziende, il concetto si può applicare anche alle reti e ai dispositivi di casa: usa l’autenticazione multifattoriale, limita le app che possono accedere ai tuoi dispositivi e non dare per scontato che la rete domestica sia sicura solo perché è tua.

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