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Sextortion: non cedere al ricatto

Scopriamo cos’è l’estorsione a sfondo sessuale online e come difendersi

La parola inglese sextortion è la contrazione di sex ed extortion, letteralmente ricatto a sfondo sessuale. Su Internet, sempre più criminali utilizzano questo metodo per estorcere denaro alle vittime o, nei casi di bullismo, aggredirle e spaventarle.

Questo fenomeno sta diventando sempre più diffuso (+500% in tre anni) ed è potenzialmente molto pericoloso. In questo articolo vedremo cos’è esattamente la sextortion, come si differenzia da altri crimini simili, come difenderci e cosa fare in caso di ricatto.

Cos’è la sextortion

L’estorsione a sfondo sessuale online è un crimine informatico molto semplice ma efficace: il criminale simula un’identità online, contatta la vittima – ad esempio su un sito di incontri – e instaura una relazione virtuale. Una volta conquistata la fiducia della vittima, la convince a condividere immagini e video erotici o fare sesso in web cam, per poi minacciarla di diffondere i contenuti sui social e offline e rovinarle la reputazione. In cambio del silenzio, il criminale pretende un riscatto monetario.

In alcuni casi, la sextortion può non essere finalizzata a ottenere un riscatto in denaro, ma a terrorizzare letteralmente la vittima con le minacce di diffusione dei contenuti hard. Questo tipo di pratica rientra nella violenza psicologica online, è anch’essa considerata un crimine (quindi è punibile dalla legge) e avviene soprattutto fra adolescenti e giovani. Un esempio estremo di questa pratica è il revenge porn, in cui un ex partner vendicativo diffonde video o immagini erotiche della vittima – suo precedente compagno o compagna – per rovinarne la reputazione. Il revenge porn può avere conseguenze drammatiche sulla vita della vittima, come ricorderemo a proposito del suicidio di Tiziana Cantone.

In questo articolo non ci occuperemo di questa seconda accezione del termine sextortion, ma solo della prima, il ricatto economico a sfondo sessuale online.

Caratteristiche della sextortion

Questo fenomeno è in continuo aumento a causa di vari fattori, tra cui la maggiore diffusione dei siti di incontri online. Sempre più persone utilizzano i servizi di Meetic e Tinder per cercare un partner o almeno compagnia sessuale. Creare un profilo su questi siti è facile e gratuito, e con un po’ di ingegno si può simulare un’identità fittizia senza farsi scoprire dai controlli del gestore del sito.

Inoltre, la facilità con cui si possono scattare immagini erotiche o registrare video osé e inviarli con il telefono aggrava ancora di più questo fenomeno, soprattutto tra i minorenni. Di fatto, gli adolescenti sono una delle categorie più colpite dalla sextortion, insieme ad adulti con caratteristiche specifiche: potere acquisitivo medio alto, posizione sociale riconosciuta, meglio se sposati e con figli. Queste persone hanno una reputazione da difendere ed è più probabile che paghino il riscatto richiesto. La stessa cosa vale per gli adolescenti: essendo in una fase prematura di costruzione della propria identità, il rischio di essere esposti a critiche e derisioni li porta a pagare o, nei casi peggiori, addirittura al suicidio.

Come si vede, la sextortion non è un fenomeno da prendere alla leggera e le forze dell’ordine italiane si impegnano assiduamente per combatterla e sensibilizzare i cittadini, soprattutto quelli minorenni, ad esempio con la campagna di video SayNo! sulla sextortion.

Infine – come dimostra questa notizia della polizia postale sull’arresto di un presunto autore di sextortion a gennaio 2019 – bisogna segnalare che i criminali dediti al ricatto a sfondo sessuale sono anche discreti esperti digitali e fanno di tutto per cancellare le proprie tracce. Per fortuna, anche la polizia postale ha tra le proprie fila ottimi informatici, e risalire all’identità dei criminali è possibile. Per questo motivo, come vedremo nella seguente sezione, la polizia sconsiglia di pagare il riscatto.

Cosa fare in caso di riscatto

Semmai dovesse capitarti di essere vittima di un caso di sextortion:

Come difendersi dalla sextortion

Non esiste una formula magica per evitare le truffe online, ma utilizzare il buon senso aiuta a tenerle alla larga. Il nostro motto è “se sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è”, e si applica alla perfezione alla sextortion. Vediamo perché e come.

Innanzitutto, sebbene alcuni cybercriminali sferrino attacchi di sextortion mirati, la maggior parte lancia campagne a tappeto, cercando vittime facili da convincere. Per questo motivo, online ti consigliamo di andarci con i piedi di piombo: prima di fidarti di qualcuno – su un sito di incontri come in qualsiasi altro canale – aspetta un po’ di tempo e drizza le antenne. Se noti qualcosa di sospetto, fai un passo indietro.

Ad esempio, se una ragazza giovane e bellissima ti propone di fare una videochiamata piccante dopo due ore da quando l’hai conosciuta, è molto probabile che si tratti di una truffa o quantomeno di uno scherzo. Insomma, per la sextortion valgono le vecchie regole degli albori di Internet: non sai mai chi c’è dietro l’altro schermo, per cui fai attenzione.

Per quanto riguarda la condivisione di contenuti erotici personali su Internet, si tratta di una scelta molto personale, sulla quale non possiamo dare consigli. L’unica informazione utile che possiamo apportare è ricordarti che dal momento in cui invii qualcosa online, quel contenuto inizia a esistere e non è più sotto il tuo controllo. I frequentatori più navigati dei siti di incontri direbbero che è meglio prendere un caffè con una persona prima di inviarle un video erotico.

Conclusioni

Se avevi dei dubbi sulla sextortion, con queste informazioni e i nostri semplici consigli speriamo di averti aiutato a risolverli. Ma soprattutto, speriamo di averti trasmesso il nostro messaggio principale: la sextortion è un crimine e va denunciato alla polizia.

Buona navigazione e buoni incontri (protetti)!

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